Paresi: Fisiopatologia e Strategie Riabilitative

La paresi è definita come una riduzione parziale della forza muscolare volontaria, conseguente a lesioni del sistema nervoso centrale o periferico. Si distingue dalla plegia, che indica una perdita completa della motilità. Il deficit è una delle conseguenze più invalidanti di patologie neurologiche.

Paresi: Fisiopatologia e Strategie Riabilitative

La paresi è definita come una riduzione parziale della forza muscolare volontaria, conseguente a lesioni del sistema nervoso centrale o periferico. Si distingue dalla plegia, che indica una perdita completa della motilità. Questo deficit rappresenta una delle conseguenze più invalidanti di patologie neurologiche come l'ictus cerebrale, le lesioni midollari, la sclerosi multipla e le neuropatie periferiche.

Dal punto di vista fisiopatologico, la paresi centrale origina da lesioni delle vie piramidali che trasportano i segnali motori dalla corteccia cerebrale ai motoneuroni spinali. L'ictus ischemico è la causa più frequente, responsabile di circa 80% dei casi di paresi centrale nell'adulto. La perdita di neuroni corticospinali determina non solo debolezza muscolare, ma anche alterazioni del tono muscolare, con spasticità che compare nelle settimane successive alla lesione acuta.

La valutazione clinica della paresi utilizza scale standardizzate. La Medical Research Council (MRC) scale quantifica la forza muscolare da 0 (assenza di contrazione) a 5 (forza normale). Strumenti funzionali come la Fugl-Meyer Assessment valutano il recupero motorio post-ictus, considerando pattern di movimento, coordinazione e riflessi. Tecnologie avanzate come la dinamometria isocinetica e l'elettromiografia di superficie forniscono misurazioni oggettive dell'attivazione e della forza muscolare.

Il recupero dalla paresi si basa sui meccanismi di neuroplasticità. Nei primi giorni dopo un ictus, il recupero è mediato dalla risoluzione dell'edema cerebrale e dalla riperfusione delle aree di penombra ischemica. Successivamente, processi di riorganizzazione corticale, sprouting assonale e rafforzamento sinaptico supportano il recupero funzionale a lungo termine. Studi longitudinali hanno dimostrato che il 70% del recupero motorio avviene nei primi 3 mesi, ma miglioramenti sono possibili anche anni dopo l'evento acuto con terapie intensive.

La riabilitazione della paresi segue principi evidence-based. L'esercizio ad alta intensità, ripetitivo e task-oriented promuove l'apprendimento motorio attraverso la pratica di compiti funzionali. La terapia del movimento indotto da costrizione (CIMT) per l'arto superiore paretico prevede l'immobilizzazione dell'arto sano per 6 ore giornaliere, forzando l'uso dell'arto compromesso con miglioramenti documentati da RCT.

Approcci innovativi includono la robotica riabilitativa, con dispositivi come Lokomat per la deambulazione assistita e MIT-Manus per l'arto superiore, che garantiscono migliaia di ripetizioni di movimento in ambiente controllato. La realtà virtuale crea scenari motivanti per l'allenamento motorio, mentre il biofeedback elettromiografico aumenta la consapevolezza dell'attivazione muscolare.

La stimolazione elettrica funzionale (FES) applica correnti elettriche per indurre contrazioni muscolari coordinate, facilitando movimenti come la dorsiflessione del piede durante il cammino. Recenti evidenze supportano l'uso della stimolazione cerebrale non invasiva per potenziare gli effetti della fisioterapia tradizionale, modulando l'eccitabilità delle aree motorie.